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Informazioni e curiosità da conoscere

Addominali, sport e pavimento pelvico: vanno sempre d’accordo?

Dott.ssa Arianna Bortolami 05/11/2019 0 comments 0

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ci dice che praticare sport fa molto  bene alla salute, al pari di assumere un farmaco.

In generale ciò coinvolge tutto il corpo, e, a seconda del tipo di attività, le diverse parti  sono sottoposte a sforzi diversi. In particolare la parte centrale del corpo, come tronco e bacino, è sempre necessariamente implicata. E pertanto anche i muscoli addominali partecipano a questa attività.

In riferimento a questi ultimi e al pavimento pelvico pelvico, le pratiche sportive possono determinare due condizioni:

  1. aumento della pressione addominale, generata dalla contrazione stessa dei muscoli addominali, che si propaga anche verso il basso, spingendo in quella direzione i visceri pelvici. Il pavimento pelvico ha un ruolo molto importante perché con la sua contrazione contiene e dirige questa pressione, oltre a chiudere l’uretra e il canale anale attraversi gli sfinteri, per evitare perdite di urina e/o di feci. Ne consegue che se l’attività del pavimento pelvico non è sufficiente, la spinta verso il basso dei visceri pelvici non è adeguatamente contrastata, e inoltre gli sfinteri potrebbero aprirsi involontariamente determinando perdita involontaria di urina e/o feci. Ciò può accader quando la pressione viene riprodotta molte volte al giorno e in modo intenso, come durante alcune attività sportive: sollevamento pesi, attività con salti, come pallavolo, steps, ecc. o ad impatto elevato, come tennis, ecc.. Infatti gli studi scientifici ci dicono che tra le donne che praticano alcuni sports esiste un’alta percentuale con incontinenza urinaria da sforzo. Oppure l’apertura involontaria degli sfinteri con conseguente incontinenza può verificarsi in seguito alla gravidanza, al parto, alla menopausa, al procedere dell’età e può colpire entrambi i sessi, ma più frequentemente le donne. E’ per questo che una donna che ha partorito da pochi mesi, prima di riprendere l’attività sportiva dovrebbe considerare di effettuare una valutazione del pavimento pelvico ed un eventuale ripristino di una corretta funzione. Quest’ultima può avvenire anche attraverso semplici esercizi, che, però se non eseguiti correttamente, possono anche peggiorare la situazione. In generale quindi se una persona ha un pavimento pelvico debole, dovrebbe rinforzarlo prima di praticare attività sportiva, perché questa costituisce un fattore di rischio per l’insorgenza di incontinenza urinaria da sforzo e prolasso degli organi pelvici.
  2. aumento dell’azione di stabilizzazione con conseguente aumento dell’attività del pavimento pelvico. Ciò può accadere per pratiche come yoga, Pilates, danza classica, equitazione, che determinano una importante contrazione dei muscoli del tronco e del bacino, compreso il pavimento pelvico. Pertanto se la persona ha già sintomi correlati ad iperattività del pavimento pelvico, come vulvodinia, alcune disfunzioni sessuali femminili, dolore pelvico cronico, difficoltà alla minzione o alla defecazione, le pratiche sopracitate potrebbero essere controindicate, perché alla condizione muscolare presente, si somma l’azione di contrazione ripetuta e mantenuta dell’attività motoria effettuata.

Altro elemento importante da considerare sono invece i vantaggiche possono dare le stesse pratiche motorie o sportive: chi ha una debolezza del pavimento pelvico, potrebbe avere vantaggi dall’utilizzo da attività che ne favoriscano la contrazione, come Pilates, yoga, danza. Va però considerato che le attività eseguite in gruppo non permettono di comprendere esattamente quale azione compie la persona con il proprio pavimento pelvico. Pertanto sarebbe molto utile, per le persone che partecipano a queste pratiche con l’obiettivo di rinforzare il pavimento pelvico,  che la partecipazione fosse preceduta da una valutazione del pavimento pelvico stesso, che può essere fatta, secondo quanto ci dicono gli studi scientifici e le Società Scientifiche, solo attraverso osservazione visiva e valutazione manuale eseguite singolarmente.

Tutto ciò non significa che questi sports e queste pratiche non debbano mai essere effettuate, ma piuttosto che prima è necessario risolvere o gestire la disfunzione del pavimento pelvico già presente, così la persona potrà svolgere la propria attività in serenità e beneficiare di tutti i vantaggi che questa comporta.

In conclusione, lo sport e le attività motorie rimangono pratiche molto importanti per il benessere di tutti, ma è utile considerare anche l’influenza che hanno sul pavimento pelvico, maggiormente quando sono già presenti i sintomi o nel caso in cui la persona abbia avuto eventi che possano aver compromesso tale zona. Una valutazione specifica del pavimento pelvico può far comprendere appieno lo stato di questa zona e indirizzare la persona verso la pratica più corretta per raggiungere il benessere.

 

 

 

 

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