CASI CLINICI – “Questo continuo bisogno del bagno sta diventando una ossessione!”

Dott.ssa Arianna Bortolami 05/08/2021 0 comments 0

Questo continuo bisogno del bagno sta diventando una ossessione!

Così dice Paola quando arriva in ambulatorio… ed è comprensibile che ciò possa influenzarle davvero tanto la vita, a tal punto da diventarne il centro.

Paola dice che da qualche tempo le capita di sentire improvvisamente tanto bisogno di fare la pipì, a tal punto che se non ha a disposizione un bagno entro 3/4 minuti, rischia che qualche goccia vada fuori involontariamente. Oltre a ciò, ha iniziato ad andare in bagno più frequentemente, per evitare questo imbarazzante problema. Risultato: cercare un bagno è diventata una delle sue attività più importanti!!

Oltretutto per sicurezza ha iniziato anche ad utilizzare l’assorbente, data la paura che ha di ritrovarsi bagnata. Si sente quindi molto a disagio e la sua qualità di vita è davvero molto influenzata da tutto questo.

I sintomi riferiti da Paola si chiamano rispettivamente urgenza e frequenza urinaria e possono essere affrontati con la fisioterapia e riabilitazione del pavimento pelvico.

Durante il primo incontro,  viene dedicato qualche tempo al colloquio per identificare con maggiore precisione i sintomi urologici e le abitudini minzionali, ed eventuali altri sintomi relativi alla funzione del pavimento pelvico. Nell’esame obiettivo, è importante valutare la forza dei muscoli del pavimento pelvico e far fare a Paola il diario minzionale per comprendere eventuali comportamenti anomali.

Con questa paziente sono state utilizzate tecniche di esercizio  destinate ad aumentare forza e tenuta del pavimento pelvico, così da inibire la anomala attività vescicale, e tecniche comportamentali per eliminare abitudini scorrette, che la paziente utilizzava cercando di migliorare la propria condizione, ma di fatto peggiorandola. Un esempio è costituito, ad esempio, dal fatto di mingere senza che la vescica sia realmente piena.
All’ultimo controllo, Paola è cambiata: soddisfatta e dice non più ossessionata dall’ andare in bagno. “Mi sento davvero più serena!”.

In questo caso, e come in tutti i casi, è fondamentale partire dalla persona, e quindi non solo dal conoscere la malattia e da mettere questo come aspetto primario… partire quindi dalla sofferenza e dal disagio che questa provoca, il motivo per il quale la persona arriva in terapia.

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